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August 28 Women (Sottotitolo: minigonne e potere vanno a spasso per mano?)Oggi pomeriggio avrei dovuto dare una svolta alla mia carriera universitaria finendo di tradurre gli abominevoli articoli scientifici scritti, ovviamente, in inglese di cui dovrei sapere qualcosa per scrivere l'introduzione teorica alla mia abominevole tesi. Ma ovviamente è andato tutto storto, e mi sono persa nel cammino. Prima i muratori.. poi il mal di testa.. poi l'incomprensibilità dei suddetti articoli persino in italiano: frontoparietale, default mode network, neuroni di qua, neuroni di là.. neuroni che spuntano da ogni dove, da ogni riga, forse e addirittura da ogni lettera, come fossero funghi o, esagerando, Puffi. Mi chiedo seriamente a cosa stavo pensando quando ho accettato di svolgere questa tesi. Forse "Ma che bel modo per morire prima di vedere il mio 22esimo compleanno" oppure semplicemente ".............le trasmissioni sono momentaneamente sospese............". Bon, cervello in stand by, oggi non ce la posso fare. Forse domani. Forse. Spero.
Mentre stavo per accartocciare nervosamente una delle pagine strabordanti di lettere ed emisferi, in preda ad un esaurimento da chimel'hafattofare, ecco provenire dalla televisione in generale, e da mtv in particolare, un suono a me familiare. Ed ecco lì un video perso da anni nei meandri della mia memoria, parzialmente censurato dai neuroni del mio lobo temporale.La canzone si chiama Can't Hold Us Down, la cantante è Christina Aguilera, la sub-cantante è Lil' Kim. Mi ero quasi scordata della assurda indignazione che avevo provato, ai bei tempi, quando per la prima volta comparve questo videoclip in tv. Ed improvvisamente rieccomela addosso quella indignazione, quel fastidio pervasivo che mi invade. Proprio come quando mi provo per sbaglio un indumento sintetico e sulla mia pelle si fa viva e pungente la solita allergia che mi impone di svestirmi il più in fretta possibile e riaccoccolarmi nei miei candidi vestiti di puro cotone.
Questa irritazione nasce principalmente dal fatto che odio le donne che combattono per la causa femminista in modi anti -femministi.
Cercherò di essere più chiara, perchè lo ritengo importante.
Se si chiudono gli occhi e si ascolta semplicemente il testo della canzone si sente il ritmo estremamente ballabile di una di quelle canzoncine che le radio commerciali amano tanto. Il tono di Cri (sul mio blog mi prendo le mie confidenze) risulta piuttosto duro, anche se, solo ad ascoltarla, si ha la sensazione, anzi quasi la certezza, che la cantante pronunci le parole sculettando e ancheggiando come fosse sul cubo di una discoteca.
Per il resto il testo sembrerebbe anche-quasi-forse-a voler essere buoni un inno contro gli uomini che non prendono in considerazione le donne e che le calpestano solo perchè hanno paura della loro intriseca intelligenza. Frasi come "Allora- cosa non dovrei avere un opinione? dovrei stare buona semplicemente perché sono una donna? chiamatemi puttana (puttana) perché dico quello che ho in testa, suppongo che sarebbe più facile per voi da sopportare se mi sedessi e sorridessi" hanno un loro senso del tutto legittimo, nonostante quel doppio puttana rovini un po' l'armonia dell'argomentazione. Però Cri ha il tono incazzereccio, e forse puttana ci sta. Forse questa volta l'hanno fatta davvero arrabbiare. Sarà lì, nel video, che urla contro la telecamera, con lo sguardo fisso ed accusatore contro tutti gli uomini del mondo che pensano che le donne siano inferiori. Un bel primo piano di lei che spiega che non andiamo trattate come dei cagnolini! Così si fa, cri, brava!
Ok, REWIND. La canzone parte e voi lasciate gli occhi aperti, belli sbarrati.
Ghetto o comunque quartiere poco raccomandabile di una cittadina non bene specificata, USA. Un tamarro a petto nudo che indossa solo un paio di pantaloni rossi attillati passeggia ancheggiando come una soubrette per la strada, in mezzo a bambini e vecchiette. Si atteggia, fa occhiolini.. insomma, il solito tipo che se la tira senza un ragionevole motivo. Cri, che è seduta su un gradino, si alza e gli va incontro. Ed è vestita nel seguente modo: top viola che le arriva sì e no a coprirle il seno (ovviamente il reggiseno non esiste); gilet viola totalmente inutile; shorts, sempre viola, da jogging che le arrivano sì e no a metà gluteo; cappellino da baseball (viola!) che le copre perfettamente l'unica cosa che potrebbe tranquillamente lasciare scoperta; calzino bianco che le arriva al ginocchio; sandali (viola) con tacco a spillo.
Tralasciamo il cattivo gusto dello stilista e continuiamo con la descrizione di ciò che accade. Cri passa di fianco al tamarro e, caso vuole, lui le tocca il sedere. Classica strizzatina che ogni ragazza in vita sua ha provato. Estremamente sgradevole. E ovviamente Cri si arrabbia terribilmente. Come può avere osato, uno che cammina per strada a petto nudo, toccarle il sedere? E così parte a cantare... Sì perchè io ho un cervello anche se sono una donna. Sì perchè tu pensi di poter fare quello che ti pare con me. Etc etc etc.
Parte così una specie di street - fight (ma che idea originale) tra naked women and bad boys, in cui i reciproci insulti sono accompagnati da assoli di break e street dance. Gli uomini fanno i giri sulla testa e si toccano il pacco, le donne buttano fuori il petto e fanno vedere le unghie laccate, come se questo fosse estremamente minaccioso.
Ma il clou deve ancora arrivare. Infatti, da dietro il gruppetto di ballerine very angry, salta fuori lei, la regina della finezza made in USA, Lil' Kim. La quale non delude il suo pubblico e in 4 e 4=8 si toglie la lunga tunica nera che la copre dalla testa ai piedi. Lil' comincia a cantare (s)vestita nel seguente modo: bikini; cintura di pelle nera con fibbia dorata stretta sopra l'ombelico; tacco a spillo. Ed è assolutamente scandalizzata di come la trattano gli uomini! Di come pensano sempre che lei non abbia nulla da dire e di come abbiano paura di quello che in realtà lei è capace di fare. E insomma, come non darle torto,no?
Il finale del video è il seguente: Cri cavalca un idrante che bagna tutti i maschietti (oh, ma che sottile metafora) e se ne va ancheggiante e soddisfatta lasciando Lil' a sbrigarsela un po' da sola. E forse anche ad abbronzarsi un po'.
Bene. Partendo dal presupposto che una donna dovrebbe essere libera di vestirsi come vuole senza che ci sia necessariamente qualcuno (e qualcuno c'è sempre purtroppo) che si senta legittimato per questo a metterle le mani addosso e che di questo sono ferma sostenitrice, penso anche che sia giusto sottolineare che per dimostrare ad un uomo che si hanno tante cose da dire e che uomini e donne sono assolutamente allo stesso livello fare un video del genere per far passare il messaggio non sia esattamente la strategia migliore. Perchè, mi dispiace Cri, ma agitare le tette e shakerare il sederino in faccia all'ometto di turno per rivendicare i propri diritti non è molto femminista. è solo alquanto ridicolo e degradante per il genere femminile che tu tanto proteggi ed ami.
Il problema è che milioni di ragazzine comprano i dischi di questo tipo di cantanti (e in mezzo ci potrei mettere di tutto: dalla rasata a zero, a quelle che fanno finta di essere lesbiche per attizzare i maschietti e vendere di più, a quella che guida e beve-beve e guida...) e seguono questo tipo di esempio, pensando che la vera femminilità, la vera donna strong che non deve mai chiedere, la vera donna che viene rispettata sia quella. Mentre invece la vita reale la cantano altre cantanti, le cantautrici. Quelle che si presentano sul palco senza trucco e magari con un paio di jeans. Quelle che magari non sono mai apparse sulla prima pagina di Maxim. Ma che cantano dei problemi veri in modo coerente, senza dover necessariamente sculettare per farsi capire e rispettare.Alanis Morissette, Aimee Mann, Sia, Ani di Franco, Sara McLachlan... per restare a casa nostra, Elisa, Carmen Consoli, Cristina Donà.
Ovviamente poi nei locali non si balla su questioni di principio, quindi anche Cri e Lil vanno più che bene. Ma per favore, le cose serie fatevele dire da qualcuno di più competente! Vi prego.
(NB Una piccola curiosità... su youtube il video di Can't Hold Us Down è considerato come inadatto ad alcune di fasce di utenti.. per copiare il link ho dovuto eseguire il login e confermare la mia data di nascita!) August 25 La isla bonitaL'una e mezza di notte. Un sms della T-Mobile mi sveglia dai miei cinque minuti di sonno conquistati con enorme sforzo per dirmi che sono la benvenuta in terra straniera. Molto gentili, penserei se non avessi la mente sovraccarica di improperi e di sonno non debitamente soddisfatto. Prendo la mia borsetta hawaiiana blu-che-più-blu-non-si-può ed emigro con atteggiamento stizzito verso il ponte del traghetto. Ben mi sta, penso assonnata, così imparo a non spegnere il cellulare.
Quello stesso messaggio mi arriva altre nove volte durante la lunga e fredda nottata insonne, a dimostrazione del fatto che una nota azienda di telefonia mobile, che mi asterrò dal nominare per ovvie ragioni, ha seri problemi a gestire la messaggistica. Al terzo sms della T-Mobile spengo il cellulare, onde evitare un notevole crollo nervoso. Guardo l'orizzonte buio. A stento riesco a discriminare la linea di divisione tra cielo e mare, ma una flebile luce in movimento mi aiuta nella ricerca di un punto di riferimento. Dovrebbe essere il traghetto che si dirige ad Atene, ma non ne sono sicura. L'unica cosa di cui sono certa è che non mi scorderò mai di questo immenso coperchio trapuntato di stelle che se ne sta lì, in silenzio, a farmi intimamente compagnia.
Alle 5.30 del mattino ecco apparire Spalato vestita di una soffice coperta notturna. I lampioni accesi, il campanile della cattedrale illuminato da una fioca luce rossastra, i fari delle macchine in attesa di imbarcarsi, le nuvole basse sulle casine dal tetto spiovente. Io scatto foto per distrarmi dal mal di testa incipiente e dai bambini che mi corrono sui piedi come niente fosse. Ripartiamo alle 8.30 e il rumore dei motori mi sveglia da un breve riposino che il mio fisico si è gentilmente concesso. Nelle orecchie ho una canzone dei linkin park che però non riconosco a causa del torpore e del male alla schiena che improvvisamente mi trafigge. Penso che non vedo l'ora di arrivare e di fare una doccia. Bere un'intera bottiglia di acqua gelata e stendermi su un materasso. Ne vale la pena comunque, lo sento. Sarà una splendida vacanza. Mi sgranchisco le gambe e scruto fuori dall'oblò. Chissà tra quanto arriveremo a Hvar..
A Hvar arriviamo verso le 10 e 30 del mattino, dopo ben quattordici ore di traghetto. Non tengo gli occhi aperti e ho la mente confusa, come se mi avessero appena svegliato all'improvviso urlandomi in un orecchio. Però la vista che offre il paesaggio è quasi commovente. Sembra quasi di stare attraccando su un'isola vergine: il manto verde che la ricopre fa quasi pensare che non esistano strade o case aldilà di quel minuscolo porticciolo colorato in cui la nave ha appena trovato ospitalità. Dal ponte intravedo signori anziani con piccoli cartelli in mano che salutano con il sorriso sul volto. Affittano le stanze ai turisti e, ovviamente, un sorriso amichevole aiuta notevolmente nell'impresa. Non vedo l'ora di scendere... nonostante la stanchezza l'adrenalina si fa sentire. Ho voglia di vedere, di fare, di riempirmi gli occhi con immagini e colori e persone e cose.
Ci mettiamo all'incirca un'ora per trovare l'appartamento. Il ragazzo con cui ho parlato all'agenzia di viaggi di Bologna non è stato molto chiaro in proposito. "Chiama un paio di giorni prima della partenza l'agenzia croata per dire verso che ora arrivate.. Ti sapranno di certo dire come arrivare". E io ho chiamato, anche se un po' titubante. Sì perchè, mi chiedevo, che lingua usare? Potrei cominciare con l'inglese, però magari parlano anche in italiano. E se, per sfiga, dovessero conoscere solo il tedesco? La guida prepara anche a questa eventualità... ed io non sono assolutamente più in grado di sostenere una conversazione made in Deutschland. Ma di fatto il problema non si è posto, in quanto ad ogni tentativo di telefonata in Croazia ho avuto per risposta il fischio di un fax. Ed ora siamo qui, su un'isola sperduta, senza sapere dove trovare l'agenzia Spes e con il terrore che sia chiusa perchè, ovviamente, è sabato ed io non sono riuscita a comunicare il nostro orario di arrivo. Ammetto che il panico comincia a scorrere le vene, ma nessuno dei tre osa proferire verbo..
Così, dal nulla, mi trovo ad intrattenere una conversazione con un barista parecchio brillo, ma altrettanto gentile, che si sforza di spiegarmi, in un inglese che mastica molto poco, che MAYBE, IT IS STRAIGHT 100 M IN THE LEFT.. MAYBE. Ci tiene a sottolineare più volte che si trova IN THE LEFT, e non sulla destra. Ma considerando che si parla di un lungomare, e a destra c'è decisamente il mare, lo ringrazio prima di mettermi a ridere, facendomi scappare un "Va bene, grazie" che suona molto poco inglese. Lui mi risponde in perfetto italiano e a quel punto penso che sono un po' scema a dare per scontato che sappiano meglio l'inglese dell'italiano. Di fatto seguiamo le sue non proprio chiare indicazioni e finalmente troviamo la tanto agognata agenzia. Dentro c'è un nonnino piuttosto arzillo che dapprima guarda il nostro vaucher con aria vagamente confusa (e questo non mi piace per niente), poi fa una telefonata e schizza via senza casco su un motorino giallo fosforescente farfugliando qualcosa sul fatto che i proprietari non rispondono al telefono (e questo mi piace ancor meno).
Il resto ormai è storia e raccontandolo scadrei in una di quelle banali descrizioni che si di solito si leggono sulle cartoline... l'appartamento lo abbiamo trovato ed era perfetto. In più mare stupendo, panorami mozzafiato, cibo ottimo. Ci tengo però a precisare che sono stata veramente bene. E che finalmente posso archiviare l'estate di tre anni fa, in cui la vacanza in Croazia sfumò per motivi estremamente gravi che ancora riescono a farmi arrabbiare. Finalmente sono riuscita a fare il bagno in quel mare cristallino e a vedere tutto ciò di cui avevo sentito raccontare. Finalmente ho vissuto in quel posto il 25 luglio che tre anni fa ho trascorso in un modo che non mi sarei mai aspettata. Finalmente l'alone di sfortuna che aleggiava sulla Croazia è definitivamente sfumato... anche se, e qui ora se ne può parlare con un sorriso quasi divertito sulla bocca, il gesso a giugno di Eki e il dito semi-tranciato dall'affettatrice di Fred avevano fatto prevedere l'imminente catastrofe.... Finalmente riparto con l'idea che nella mia vita non debba sempre andare tutto per il verso sbagliato. E non potevo chiedere di più ad una vacanza...
Le frasi celebri:
- Un mese prima della partenza. Fred: "Beh, Eki con il gesso, io con un dito mezzo mozzato.. ci manchi solo tu!" Risposta: "Beh, veramente spererei che per me valesse ancora l'incidente di tre anni fa.. Spero che la validità non sia scaduta!"
- Porto di Ancona, 2 ore prima della partenza. Io: "Già me lo immagino... noi tre sulla scialuppa di salvataggio ed io che guardo, con le mani nei capelli, la mia auto che affonda..."
- Porto di Ancona. Poco prima dell'imbarco. Tipo sconosciuto: "EEEH scusssa! Che 'annate anche voi a Uàr, porto di Stariiiiii Grad con la nave Dubovnìch?" (traduzione: per caso andate anche voi a Hvar [:Cvar] al porto di Stari Grad con la nave Dubrovnik) Eki: "perchè quando succedono queste cose non c'è un registratore automatico nella mia testa che le registra istantaneamente?!"
- Sul ponte del traghetto, ore 24.00. Fred: "Che meraviglia.. potrei stare così tutta la notte.." (LE ULTIME PAROLE FAMOSE)
- Appartamento in Croazia. Eki: "Io uso questo asciugamano come accappatoio" Io: ".. Ma è enorme..A me sembra una coperta.." Eki: "No, no! è un asciugamano! è di spugna!".... mezz'ora dopo: "Che strano.. anche se lo piego in due striscia comunque per terra!" (ERA, IN EFFETTI, UNA COPERTA)
- La mattina del cambio della biancheria. La padrona di casa che parla solo ed esclusivamente croato e che pensa che la sua lingua sia simile all'italiano (e che dunque continua, imperterrita, a ripetere le STESSE cose gurdandomi intensamente negli occhi e senza fare nemmeno un gesto per spiegarsi): "POSTENA? Postena?"... Io: "....Mi dispiace non capisco..." Eki&Fred: ridono nell'altra stanza. Signora: "POSTENA!"... Io (disperata): "Signora.. mi dispiace.. non capisco...." Eki&Fred: continuano a ridere, piegati in due, nell'altra stanza. Signora (sbuffa arrabbiata) "POSTENA!!" ..........e segue così per ben mezz'ora. Alla fine le dico "Sì, va bene!" distrutta da questo assurdo scambio comunicativo. Finale: mi sbatte un cuscino in mano e se ne va arrabbiatissima. Dopo un'ora troviamo un comodino fuori dalla porta....... |
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